Serata di gala

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Sono le 21.00 in punto e il tappeto rosso è già lì ad attenderle; si sa che ovviamente non tarderanno a presentarsi, ed eccole lì, pronte a fare il loro ingresso in pompa magna e in grande stile.
Oh, io le conosco quelle signore, quante volte me le sono trovate di fronte, quante volte mi hanno urtato consapevolmente e quante volte con un ghigno soddisfatto hanno guardato dall’alto in basso il mio viso sporco di fango.
Ecco la prima, sì Vanità, ti riconosco, guarda come insudici quel povero tappeto rosso, ovviamente vestita tutta a puntino, sei pronta già a farti immortalare da quel gregge di paparazzi; mi chiedo se alla fine ti sei sposata con quel tuo lurido specchietto che ti porti sempre dietro.
Poi ci sei tu mia cara Saccenteria, sempre lì a dir la tua eh?
Ti atteggi a grande scienziata, ma per favore, credi di saperla lunga su tutto; tu e la tua sorella Presunzione fate una bella coppia lo ammetto, attenta a non dispensare le tue “vaste” conoscenze in giro, qualcuno potrebbe ascoltarti per sbaglio.
E vediamo un po’ chi è la prossima, come dimenticarti signorina Lussuria, o dovrei chiamarti “antitesi del romanticismo”, va da sé che alla fine dei fatti non è colpa tua se la gente preferisce di gran lunga una mano ben piazzata o una notte di sesso sfrenato al pudore che accompagna un vero amore.
Ci sei pure tu Superficialità?
Non me lo aspettavo davvero.
Spiegami ora se ti va, perché agisci continuamente senza riflettere, non ti curi delle tue azioni e soprattutto sei così tocca da preferire la buccia della frutta, storcendo il naso quando arrivi alla polpa.
Chi è invece quella raggrinzita vecchiaccia con il naso all’insù?
Madame Superbia, quale onore, in gran forma come al solito, sono più di sessant’anni che stai lì ad ostentare a tua effimera superiorità, non è passato molto tempo dall’ultima volta che ci siamo incontrati, e come vedo non sei cambiata di una virgola; sempre pronta a mettere i piedi in testa agli altri, lo vuoi capire che in questo sistema solare i pianeti non girano intorno a te?
Ti diverti continuamente a schiacciare i tuoi simili, che per te valgono come formiche, ostenti la tua soggettività spacciandola per verità assoluta, saresti capace di ritrattare in pubblico le regole algebriche solo perché non sconfinferano la tua persona.
Ma…
Che cos’è tutto questo silenzio?
Di chi è quella limousine?
Ah, ma sei tu, cara la mia Virilità.
Solitamente ti nascondi dietro le quinte, ma stranamente oggi sei la star.
Sì, hai dei pregi in certe situazioni, non lo nego, ma togliti quella mascherina e mostrati per quel che sei davvero.
Approfitti del fatto di esser così minuscola da poterti insinuare nel cuore degli uomini con tutta tranquillità, poi non contenta ti improvvisi burattinaia e li manipoli a tuo piacimento, ti diverti a guardarli mentre mettono in mostra la loro mascolinità, non è vero?
Sei la più subdola, ti nascondi pure dietro piccoli gesti e semplici parole; dovrebbero chiamarti maga dei travestimenti, ma io ti vedo, mascherata da Sana Competizione (che non ha nulla a che vedere con te), Eloquenza, e a volte ti fai chiamare perfino Scherzo o Simpatia.
Se ci sono donne di mezzo, tu ci vai a nozze e fai degli uomini quel che più ti aggrada, però non puoi sfuggire alla mia lente d’ingrandimento, io ti ho scoperta infatti, nonostante tutto.
Cosa fai, sogghigni?
Certo lo so, alla fine vincerai sempre tu, anzi, tutte voi vincerete; siete voi infatti, le invitate d’onore al gran ballo della vita.
Io invece mi trovo qui, fuori al freddo, mi ha abbandonato perfino il Disprezzo, eccomi, da sola.
Come mi chiamo io vi chiederete, ebbene, datemi un istante.
Vi dico subito che non mi chiamo Umiltà, e nemmeno Modestia, io sono l’ Incoerenza; indovinate un po’ il perché se ci riuscite.
Ve lo dico io, non è difficile: prima di disconoscere queste “stelle dello spettacolo” se così possiamo chiamarle, ho provato più di una volta a farmele amiche, e solo quando mi sono reso conto che non era cosa mia, ho deciso di ripudiarle, subendone le conseguenze.
Mi tocca dunque tornarmene a casa col capo chino, vorrei però, potervi lasciare con delle belle parole o con una frase ad effetto, ma non aspettatevi nulla da una come me, che fa Incoerenza di nome e Sconfitta di cognome.

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Edmond L. Isgrò

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