Archivio mensile:giugno 2015

Se avessi un figlio…

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Se avessi un figlio non so cosa gli potrei insegnare e chissà se sarei in grado di sorreggerlo nei momenti di difficoltà.
Mi toccherebbe provarci, questo è ovvio, e non potendo indicargli la strada, sicuramente finirei per narrargli ogni istante della mia vita, sperando che riesca a non commettere gli stessi errori del padre.
Se avessi un figlio non so se riuscirei a non viziarlo, ascoltare il pianto di un bambino provoca in me un indicibile senso di malinconia; no, non sarei un buon padre.
Se avessi un figlio non potrei spiegargli per bene il significato del motto “carpe diem”, non potrei fornirgli le conoscenze necessarie per sopravvivere in questa giungla di uomini e cosa più importante, non sarei in grado di aiutarlo nel caso dovesse avere problemi in algebra o in geometria.
Una frase gli direi sicuramente: “Se vuoi iniziare una carriera nel teatro o nel cinema, fallo pure, mi renderesti veramente orgoglioso, ma non ti azzardare mai a fare della strada su cui cammini il palcoscenico e dei tuoi conoscenti gli spettatori”, se dopo mi dovesse prendere per pazzo, ne sarei contento.
Se avessi un figlio, probabilmente gli direi di dare maggiore ascolto alle parole della madre che a quelle del padre, e se mi ascoltasse, sicuramente la definirei una situazione veramente paradossale.
Se avessi un figlio gli potrei insegnare una sola cosa: l’educazione e il rispetto per il prossimo.
Gli direi di stare attento a come si pone, di non ferire i sentimenti altrui, di pensare prima di parlare, e di come una semplice risata di scherno possa far male più di una scarica di pugni.
“Se un giorno noti che i tuoi atteggiamenti abbiano ferito, anche inavvertitamente qualcuno, non esitare a scusarti.” gli ripeterei continuamente.
Gli consiglierei inoltre di non fidarsi di coloro che predicano bene, ma che non si fanno scrupoli nel ridacchiare in faccia agli altri quando la situazione lo permette.
Poi ci sarebbero tante altre cose di cui vorrei parlargli, ma che ovviamente terrei per me: non indietreggiare per paura di commettere un errore, non rimanere inerte in certe situazioni e non bloccare il dolce fluire delle parole per paura delle conseguenze, perché a volte il silenzio, genera soltanto rimorso.
Perché non farei partecipe di queste al mio ragazzo?
Semplice, una persona matura sa che alcune cose, a prescindere da tutto e da tutti, sono difficili da mettere in pratica.
Ecco perché, spero che se un giorno avrò un figlio, esso prenda il meglio da ognuno, fuorché dal sottoscritto.

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Edmond L. Isgrò

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