Il bello dell’ignoranza

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<<C’è qualcuno che non ha capito l’argomento, così lo rispiego?>>
Silenzio.
Aver vergogna della propria ignoranza: l’errore che io, e forse molti altri, commettevamo quando ancora sedevamo tra i banchi di scuola.
Con il tempo ho iniziato ad avere cura della mia ignoranza: l’ho coltivata e l’ho nutrita con stille di sapere.
Ora non me ne vergogno, ammetto di essere ignorante, come un po’ tutti del resto e ne vado fiero.
Se non conosco una qualsiasi cosa, affermo di essere ignorante in materia e quindi chiedo, ascolto, e memorizzo; poi incuriosito, inizio ricerche da autodidatta, e scopro a volte, che le cose ascoltate non erano del tutto esatte, ma grazie ad esse sono stato incentivato a migliorare la mia preparazione.
A volte mi capita perfino di assumere nozioni su argomenti che credevo di sapere a menadito; e dopo la stizza iniziale ammetto che così ho tappato quei piccoli fori, i quali ahimè, avevo con noncuranza lasciato aperti.
Sono felice di essere ignorante; felice di imparare sempre qualcosa di nuovo ogni giorno; felice di poter attingere dagli altri, quando è necessario; felice di avere l’umiltà di sapere ascoltare, e non solo parlare.
Sì, non me ne vogliate, ma provo veramente pena per “Dio”.

 

Edmond L. Isgrò

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