Poesia d’amore obbrobriosa

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Ti regalerei amene parole,
figure retoriche altisonanti
e gocce d’inchiostro eleganti
da raggelare il sole.

Eppure – muto – non parlo,
timido, da te sono investito.
Annoiarti? Mai! Contrito e inibito
ti ammiro in volo.

Rondine che fugge lo stormo;
vera portatrice di primavera.
Seppur teso, il tuo camminare rallegra
chi, d’animo rinsecchito, d’almo

rigoglie nel tuo volteggiare.
Io che mi trascino
avvampo nel passarti vicino,
e ti saluto, solo per sentirti danzare.

 

 

Edmond L. Isgrò

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